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HomeDiario di bordoStoriaLe chiese monumentali padovane: la stratigrafia del sacro
Arte Diario di bordo Storia

Le chiese monumentali padovane: la stratigrafia del sacro

ermes Settembre 13, 2026
cristo pantocratore battistero duomo chiese monumentali giusto de' menabuoi

Giusto de' Menabuoi, Cristo Pantocratore, Battistero di Padova

Una collana editoriale, una città, una tradizione tipografica

Le chiese monumentali padovane: la stratigrafia del sacro

Ogni chiesa è un palinsesto: sotto l'intonaco barocco dorme quasi sempre una muratura romanica, e sotto quella romanica una fondazione romana. Leggerla per intero significa scavare, non solo guardare. — dalla prefazione metodologica della collana

Padova non ha bisogno di essere convinta della propria densità sacra. Città dell'Umanesimo, sede di uno degli atenei più antichi d'Europa, custode degli affreschi trecenteschi che le sono valsi il riconoscimento UNESCO, possiede un tessuto di chiese, oratori e cappelle così fitto da risultare, paradossalmente, difficile da vedere per intero. Ci si abitua ai monumenti quando li si incontra ogni giorno: la Basilica del Santo diventa uno sfondo, la Cattedrale un appuntamento, San Gaetano un nome di via. Serviva un'operazione che restituisse a ciascuno di questi edifici la propria autonomia storica, senza per questo isolarli dal disegno complessivo della città. È esattamente il compito che si è assunta, dal 2009 a oggi, la collana Le chiese monumentali padovane, diretta dall'archeologo Girolamo Zampieri e arrivata, con il volume dedicato a San Francesco Grande, all'ottavo capitolo. Le sue origini risalgono al primo volume, dedicato alla tomba di Giuseppe Tartini nella chiesa di Santa Caterina; il secondo, sulla chiesa di Sant'Andrea, uscì nel 2011 per Editoriale Programma. Dal terzo volume in poi, la collana ha trovato in «L'Erma» di Bretschneider la casa editrice capace di sostenerne l'ambizione crescente.

Presentazione di LA CHIESA DI SAN FRANCESCO GRANDE E L'OSPEDALE ANTICO DI PADOVA, ottavo volume della collana

Mercoledì 7 ottobre 2026, ore 16.00 — Chiesa di San Francesco, Padova

Intervengono: prof. Lucio Biasiori, prof.ssa Vittoria Romani, prof. Gianmario Guidarelli.

Mockup del volume La chiesa di San Francesco Grande e l'ospedale antico di Padova

Il rigore di una casa editrice romana

«L'Erma» di Bretschneider nasce a Roma nel 1896, fondata da Max Bretschneider come punto di riferimento per l'editoria archeologica e storico-artistica: un catalogo che nei decenni ha accompagnato la ricerca scientifica italiana senza mai scivolare verso la divulgazione generalista. Affidare a una casa editrice di questo profilo lo studio sistematico delle chiese di una singola città significa dichiarare, fin dall'inizio, un'ambizione precisa: non produrre guide turistiche, ma corpora documentali destinati a restare — nelle biblioteche specialistiche, nei fondi di conservazione, nelle bibliografie di chi lavorerà su quei muri fra cinquant'anni. Il formato stesso dei volumi, spesso oltre le 700 pagine, con apparati fotografici realizzati ad hoc e rilievi architettonici di alta precisione, è coerente con questa filosofia editoriale.

Il metodo stratigrafico di Zampieri

Girolamo Zampieri arriva a questo progetto dopo anni alla direzione del Museo Archeologico dei Musei Civici di Padova, agli Eremitani, e porta nella storiografia dell'arte religiosa un approccio che è prima di tutto un'abitudine mentale: quella dell'archeologo, per cui nessuna superficie è mai definitiva. Nei volumi della collana, una chiesa non è mai soltanto un contenitore di opere d'arte, ma un organismo che si è trasformato per stratificazioni successive — dalle fondazioni paleocristiane o romane, spesso sepolte sotto l'edificio visibile, fino alle addizioni neoclassiche dell'Ottocento, passando per i cambi di committenza, le riforme liturgiche, gli interventi delle confraternite e delle grandi famiglie cittadine. È un metodo che rifiuta sia il catalogo arido sia la sintesi divulgativa: archeologia, storia dell'arte, paleografia e ricerca d'archivio dialogano nello stesso capitolo, spesso nella stessa pagina.

Concretamente, ogni monografia si apre con la rilettura delle fonti scritte — regesti capitolari, bolle papali, atti notarili, diari di restauro — che permette di correggere datazioni tradizionali e restituire paternità certe a interventi architettonici e cicli pittorici. Segue l'analisi archeologica ed evolutivo-strutturale, condotta sulle murature, sulle tipologie dei laterizi, sui sistemi di fondazione e sulle cripte. Il terzo asse è il corredo artistico in senso ampio: non solo i grandi cicli — da Giotto a Guariento, da Altichiero a Giusto de' Menabuoi, fino a Donatello, Mantegna e Tiziano — ma anche le arti minori troppo spesso trascurate, dai paramenti liturgici ai cori lignei intarsiati, dalle lastre tombali agli ori sacri, spesso depositarie di informazioni araldiche ed epigrafiche che altrimenti andrebbero perdute. Chiude ogni volume l'inserimento della chiesa nel tessuto urbano e liturgico: il rapporto con la maglia viaria, con i corsi d'acqua padovani, con l'evoluzione dei riti nei secoli.

Quando la stratigrafia diventa carta

C'è un punto, in questa storia, in cui il metodo di Zampieri smette di essere soltanto una questione di archivi e diventa una questione di macchine da stampa, di piegatura, di legatura. Perché un'opera concepita come "monumento cartaceo" — nelle parole con cui la collana viene spesso descritta — ha bisogno, per esistere davvero, di una produzione tipografica capace di reggere il peso di quell'ambizione. È qui che entra in gioco Grafiche Turato, la stamperia di Mestrino che ha realizzato l'intera collana: un lavoro che nel caso del sesto volume, dedicato alla Pontificia Basilica di Sant'Antonio, ha significato oltre 2400 pagine distribuite in tre tomi rilegati con copertina rigida e sovraccoperta, custoditi in un cofanetto, frutto di due anni di lavorazione dedicati a un progetto che coinvolgeva una settantina di studiosi italiani e stranieri.

C'è una coerenza, quasi un'eco, tra il metodo stratigrafico di Zampieri e il mestiere di chi stampa: entrambi lavorano per strati che si sovrappongono senza mai davvero scomparire. Una pagina rilegata porta dentro di sé, come una muratura romanica, le decisioni prese ai livelli inferiori — la scelta della carta, la resa del colore in stampa, la tenuta della legatura nel tempo — anche quando il lettore vede solo la superficie finita. Stampare un'opera pensata per durare nei decenni, destinata agli scaffali delle biblioteche specialistiche internazionali, è un modo diverso ma non meno rigoroso di fare la stessa cosa che fa l'archeologo: garantire che la stratificazione regga, che nulla ceda sotto il peso di ciò che verrà dopo.

Le fabbriche maggiori e i tesori minori

Uno dei meriti più netti della direzione di Zampieri è l'aver trattato con lo stesso rigore scientifico i giganti dell'architettura sacra padovana — la Basilica del Santo, la Cattedrale con il suo Battistero, la Basilica di Santa Giustina — e gli edifici minori o meno noti al grande pubblico, come San Massimo, San Gaetano o Santa Maria dei Servi. È una scelta editoriale prima ancora che scientifica: restituisce un'immagine autentica della "Padova sacra", in cui anche la cappella di quartiere può custodire un ciclo trecentesco inaspettato o un altare barocco di prim'ordine. Per gli storici dell'arte e dell'architettura la collana è diventata una miniera di planimetrie aggiornate e schede critiche; per gli organi di tutela, la base conoscitiva indispensabile per qualsiasi intervento di restauro; per la città, uno strumento che trasforma l'erudizione specialistica in consapevolezza civica — la possibilità, per chi cammina ogni giorno accanto a quei muri, di sapere davvero cosa sta guardando.

Otto volumi, una città stratificata: la rassegna

Ricostruire il percorso completo della collana significa attraversare più di quindici anni di ricerca e alcune migliaia di pagine. Ecco la sintesi degli otto volumi:

Copertina del volume 1 — Giuseppe Tartini e la chiesa di Santa Caterina a Padova

Volume 1 — Giuseppe Tartini e la chiesa di Santa Caterina a Padova. Dedicato alla ricognizione scientifica della tomba di Giuseppe Tartini, di cui la chiesa custodisce i resti.

Copertina del volume 2 — La chiesa di Sant'Andrea in Padova

Volume 2 — La chiesa di Sant'Andrea in Padova. Archeologia, storia, arte (Editoriale Programma, 2011). Pubblicato prima che la collana approdasse stabilmente a «L'Erma» di Bretschneider, segna comunque l'avvio del metodo che avrebbe caratterizzato tutti i volumi successivi.

Copertina del volume 3 — La Chiesa di San Massimo in Padova. Cappella Universitaria

Volume 3 — La Chiesa di San Massimo in Padova. Cappella Universitaria (2012, 464 pp.). Dedicato alla cappella universitaria e ai risultati della ricognizione scientifica sulla tomba di Giovan Battista Morgagni.

Copertina del volume 4 — La chiesa di Santa Maria dei Servi in Padova

Volume 4 — La chiesa di Santa Maria dei Servi in Padova (2012, 400 pp.). Percorre l'edificio lungo la via romana Annia, dal Crocifisso ligneo attribuito a Donatello fino agli interventi scultorei di Giovanni Bonazza.

Copertina del volume 5 — La Cattedrale di Padova

Volume 5 — La Cattedrale di Padova (2016, 768 pp.). Il volume nato dal suggerimento di mons. Claudio Bellinati, dedicato al settantacinquesimo compleanno del vescovo Antonio Mattiazzo, ricostruisce la storia del Duomo dalle presenze romane fino agli aspetti architettonici dei secoli XV-XVIII.

Copertina del volume 6 — La Pontificia Basilica di Sant'Antonio in Padova

Volume 6 — La Pontificia Basilica di Sant'Antonio in Padova (2021, 2412 pp. in 3 tomi). Curato da Zampieri con padre Luciano Bertazzo, con la prefazione di papa Francesco: il progetto più ambizioso della collana, stampato da Grafiche Turato in due anni di lavorazione.

Copertina del volume 7 — La Chiesa di San Gaetano in Padova

Volume 7 — La Chiesa di San Gaetano in Padova (2023, 784 pp.). Dedicato alla chiesa dei Santi Simone e Giuda, opera dell'architetto Vincenzo Scamozzi, sorta su un tratto della via romana Annia.

Copertina del volume 8 — La chiesa di San Francesco grande e l'ospedale antico di Padova

Volume 8 — La chiesa di San Francesco grande e l'ospedale antico di Padova (2026, 1200 pp.). L'ultimo capitolo pubblicato, con le prefazioni del vescovo di Padova Claudio Cipolla e della rettrice dell'Università Daniela Mapelli.

Lo sapevi che?

Il solo sesto volume della collana, dedicato alla Basilica del Santo, supera da solo — con i suoi tre tomi e oltre 2400 pagine — la mole complessiva di molte intere collane accademiche italiane dedicate al patrimonio ecclesiastico.

La collana «Le chiese monumentali padovane», diretta dall'archeologo Girolamo Zampieri, è pubblicata da «L'Erma» di Bretschneider (Roma, dal terzo volume) ed Editoriale Programma (secondo volume, 2011). Ripercorre otto chiese di Padova — Santa Caterina e la tomba di Giuseppe Tartini, Sant'Andrea, San Massimo, Santa Maria dei Servi, la Cattedrale, la Pontificia Basilica di Sant'Antonio, San Gaetano e San Francesco Grande con l'ospedale antico — attraverso ricerca d'archivio, analisi archeologica e storia dell'arte. L'intera collana è stampata da Grafiche Turato di Mestrino (Padova). L'ottavo volume, dedicato a San Francesco Grande, sarà presentato mercoledì 7 ottobre 2026 alle ore 16.00 nella Chiesa di San Francesco a Padova, con interventi dei professori Lucio Biasiori, Vittoria Romani e Gianmario Guidarelli.

Le chiese monumentali padovane: la stratigrafia del sacro

La collana «Le chiese monumentali padovane», diretta dall’archeologo Girolamo Zampieri, è pubblicata da «L’Erma» di Bretschneider (Roma, dal terzo volume) ed Editoriale Programma (secondo volume, 2011). Ripercorre otto chiese di Padova — Santa Caterina e la tomba di Giuseppe Tartini, Sant’Andrea, San Massimo, Santa Maria dei Servi, la Cattedrale, la Pontificia Basilica di Sant’Antonio, San Gaetano e San Francesco Grande con l’ospedale antico — attraverso ricerca d’archivio, analisi archeologica e storia dell’arte. L’intera collana è stampata da Grafiche Turato di Mestrino (Padova). L’ottavo volume, dedicato a San Francesco Grande, sarà presentato mercoledì 7 ottobre 2026 alle ore 16.00 nella Chiesa di San Francesco a Padova, con interventi dei professori Lucio Biasiori, Vittoria Romani e Gianmario Guidarelli.

Le chiese monumentali padovane: la stratigrafia del sacro sono un importante argomento di studio. La loro architettura e storia rappresentano un patrimonio culturale essenziale. Le chiese monumentali padovane: la stratigrafia del sacro offre una visione unica della spiritualità e dell’arte sacra. Attraverso l’analisi delle chiese monumentali padovane: la stratigrafia del sacro, possiamo comprendere l’evoluzione religiosa della regione. Le chiese monumentali padovane: la stratigrafia del sacro ci invitano a riflettere sulla bellezza del sacro. La ricerca delle chiese monumentali padovane: la stratigrafia del sacro è fondamentale per preservare la nostra eredità. In ogni chiesa monumentale padovana, la stratigrafia del sacro racconta storie antiche. Studiare le chiese monumentali padovane: la stratigrafia del sacro ci aiuta a connetterci con il passato. Visita le chiese monumentali padovane: la stratigrafia del sacro per un’esperienza indimenticabile. Le chiese monumentali padovane: la stratigrafia del sacro sono testimoni di epoche passate. L’importanza delle chiese monumentali padovane: la stratigrafia del sacro è innegabile. Ogni chiesa monumentale padovana ha una storia da raccontare, e la stratigrafia del sacro è al centro di queste narrazioni. Le chiese monumentali padovane: la stratigrafia del sacro meritano di essere esplorate con attenzione. La bellezza delle chiese monumentali padovane: la stratigrafia del sacro ci affascina e ci ispira. Esplorare le chiese monumentali padovane: la stratigrafia del sacro è un viaggio nel tempo. Le chiese monumentali padovane: la stratigrafia del sacro sono un tesoro da scoprire. La loro presenza arricchisce il paesaggio culturale di Padova. Le chiese monumentali padovane: la stratigrafia del sacro rappresentano un punto di riferimento per i visitatori. Scoprire le chiese monumentali padovane: la stratigrafia del sacro è un’esperienza educativa. Le chiese monumentali padovane: la stratigrafia del sacro offrono spunti di riflessione sulla fede e sull’arte. La bellezza architettonica delle chiese monumentali padovane: la stratigrafia del sacro è straordinaria. Ogni visita alle chiese monumentali padovane: la stratigrafia del sacro è un’opportunità per apprendere. Le chiese monumentali padovane: la stratigrafia del sacro sono un invito alla contemplazione. L’importanza delle chiese monumentali padovane: la stratigrafia del sacro è spesso sottovalutata. La storia delle chiese monumentali padovane: la stratigrafia del sacro è intrecciata con quella della città. Le chiese monumentali padovane: la stratigrafia del sacro ci raccontano di un passato ricco di significato.

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